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Nel cuore dei monti Iblei la cittadina di Palazzolo Acreide si apre al viaggiatore attento e curioso come uno scrigno di tesori, crocevia di civiltà e crogiuolo di pietre millenarie, di raffinate e svettanti architetture barocche, di fulminanti paesaggi, di suoni e profumi antichi e si caratterizza per la singolarità della sua struttura urbana, ricca di testimonianze di epoche diverse.
Palazzolo Acreide è uno dei centri più caratteristici dei Monti Iblei, tre sono i siti che ne identificano il territorio: l’antico insediamento greco di Akrai nella parte alta della città; il borgo medievale con il castello; il quartiere superiore, risultato dello sviluppo urbano di epoca barocca con le sue chiese ricostruite dopo il terribile terremoto del 1693 e gli antichi palazzi nobiliari.
Palazzolo Acreide fa vivere tutta la suggestione di un sito antico ben integrato con gli insediamenti più recenti e ama vivere di questo amalgama.
La cittadina si distingue per le sue tradizioni popolari e culturali: caratteristiche sono le feste religiose e le manifestazioni folkloristiche, che si snodano nel corso dell’anno.
Quattro le feste dedicate ai santi : Festa di S. Paolo, Festa di S. Sebastiano, Festa dell’Addolorata, Festa di S. Michele.
La magia del Natale, rivive nel presepe vivente e negli itinerari di presepi. Il Carnevale si caratterizza per la tradizionale sfilata dei carri allegorici e dei gruppi in maschera.
Nel mese di maggio, il teatro greco di Akrai accoglie giovani provenienti da tutto il mondo che reinterpretano i testi della commedia e della tragedia classica: è il momento del Festival Internazionale del Teatro Classico dei Giovani, organizzato dall’Istituto Nazionale del Dramma Antico, in collaborazione con il comune di Palazzolo Acreide.
In estate, nell’acustica naturale del teatro greco di Akrai, la rassegna di musica classica; le piazze barocche scenario naturale al teatro dialettale.
Ad ottobre nel centro storico l’Agrimontana, promuove i prodotti tipici locali con sagre paesane e mostra-mercato.
La tradizione contadina siciliana rivive nella Casa Museo di “Antonino Uccello” attraverso l’esposizione di utensili agricoli e pastorali, arredi, ceramiche d’uso domestico, pupi e carretti siciliani.
I monti Iblei e la Valle dell’Anapo sono naturale suggestiva cornice al territorio di Palazzolo Acreide.
La valle, solcata dal fiume omonimo e ricca di una vegetazione a macchie arbustive e platani orientali, custodisce la riserva naturale e la necropoli di Pantalica.
Meritano di essere menzionati anche le cave di Cardinale e il bosco di Baulì, nei cui ambiti sono presenti ricche ed interessanti flora e fauna.
Il barocco, il clima, le tradizioni popolari, la gastronomia, la cordialità e l’ospitalità fanno di questa cittadina, densa di storia e di fascino per le tante bellezze da amare, una metà da non mancare: non solo per visitarla ma per viverla.immagine

Storia di Akrai.
Secondo Tucidide Akrai fu fondata dai Corinzi di Siracusa nel 664 a. C., principalmente per esigenze militari, prima tappa della penetrazione siracusana nel triangolo sudorientale della Sicilia. Il sito scelto presentava le condizioni ideali per la costruzione di una fortezza che controllasse le vie di comunicazione con le colonie site all’interno dell’isola e sulla costa.
La posizione geografica permise ad Akrai di prosperare e godere di una florida vita economica, come testimoniano i maestosi monumenti venuti alla luce, che si fanno risalire sin dal VI sec. a. C.
La storia di Akrai è strettamente legata a quella di Siracusa, come testimoniano le fonti letterarie. Plutarco narra che Dione si fermò ad Akrai nella sua marcia verso Siracusa nel 357 a.C. All’inizio della prima guerra punica, la colonia è menzionata nel trattato di pace tra Roma e Siracusa del 263 a.C., assegnata a Ierone II, ed è proprio in questo periodo che Akrai vive un periodo di massimo splendore. Nel 214 a.C. la città ospitò Ippocrate, sconfitto nello scontro con i romani; infine è menzionata da Plinio tra le civitates stipendiarie.
Il periodo di dominazione romana è per la Sicilia un periodo di generale decadenza, ma per Akrai il caso è diverso: è questo il momento in cui la città inizia a coniare moneta propria, quindi deve aver avuto almeno importanza economica.
Le fonti letterarie non danno alcuna notizia dell’ antica polis acrense nei secoli che vanno dal II a. C. fino all’ VIII d. C. , mentre sono varie le testimonianze archeologiche che attestano la continuità occupazionale del nostro sito in quei secoli: le catacombe, le numerose sepolture, gli ipogei, le abitazioni in grotta, le chiese rupestri.
Dagli studi sul territorio si è oggi propensi a credere che l’abitudine di abitare in piccoli villaggi, abbia avuto inizio intorno al IV sec. d.C., quando, con l’assidua frequentazione dell’isola da parte della nobiltà romana, si creò una fitta rete d’ interessi fondiari che fecero dell’area rurale il centro della vita socio-economica. Si verificò, pertanto, un naturale esodo verso le campagne che portò al consolidamento topografico ed allo sviluppo di molti abitati rurali.
Non sappiamo quando la città cessa di esistere, la tradizione letteraria vuole la città distrutta dagli arabi nell’ 827 d.C., non si ha alcun tipo di testimonianza del periodo medievale . Dopo la distruzione ad opera degli arabi nell’827 d.c. l’abitato si sposterà verso est, più in basso rispetto a prima.
Le prime notizie storiche della Palazzolo Acreide attuale si hanno a partire dal XII secolo. Il centro medievale sorse vicino all’antica Acre, su un piccolo sperone roccioso sottostante, in posizione strategica di controllo sul territorio e sulle vie di comunicazione, là dove sorgeva un “palatium” imperiale, che ha determinato il nome del nuovo abitato: “Palatiolum”. Qui venne edificato un castello ad opera dei normanni.
Dal 1104 si avvicendarono a Palazzolo diverse baronie: da Guifredo figlio del conte Ruggero ad Artale d’Alagona, per finire ai principi Ruffo di Calabria.
Nel XIII-XIV secolo l’incremento demografico determinò l’espansione dell’abitato nell’area circostante.
Distrutta dal terremoto del 1693 la città fu ricostruita parte sulle strutture originarie del quartiere medievale e parte attorno all’attuale corso principale.
Nel XVII secolo i palazzolesi cominciarono a ribellarsi alla feudalità finchè nel 1812 venne riconosciuto come un paese demaniale. .
Palazzolo di oggi si riflette nella bellezza delle sue chiese, nei suoi palazzi nobiliari e nei suggestivi quartieri.

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